Letta alla Ue: "Sul lavoro non abbiamo più tempo"
Introducendo i lavori del vertice a quattro dei ministri delle Finanze e del Lavoro convocato oggi a Palazzo Chigi, il Presidente del consiglio, Enrico Letta, ha esordito dicendo che sul lavoro “non abbiamo più tempo, dobbiamo agire subito per contrastare l’emergenza occupazionale e in particolare la disoccupazione giovanile”. Leggi l'editoriale Il sonnambulo Letta lascia solo Draghi
18 AGO 20

Introducendo i lavori del vertice a quattro dei ministri delle Finanze e del Lavoro convocato oggi a Palazzo Chigi, il Presidente del consiglio, Enrico Letta, ha esordito dicendo che sul lavoro “non abbiamo più tempo, dobbiamo agire subito per contrastare l’emergenza occupazionale e in particolare la disoccupazione giovanile”.
Il vertice di oggi - con i ministri Giovannini e Saccomanni per l’Italia, Luis de Guindos e Maria fatima Banez Garcia per la Spagna, Michel Sapin e Pierre Moscovici per la Francia e Ursula Vin der Leyen e Wolfgang Schauble per la Germania - e il G8 della prossima settimana, ha spiegato Letta, si collocano lungo una stressa direttrice per arrivare per arrivare a mettere in campo risposte e misure concrete. Il premier italiano, secondo quanto si apprende da fonti governative ha ricordato che si va, “da qui a un anno, verso elezioni europee e che, se l'Europa non cambierà passo, si potrebbe avere il Parlamento più euroscettico della storia, risultato che sarebbe un disastro per tutti”.
Quindi, ha poi aggiunto lo stesso premier, dal vertice europeo di fine giugno bisognerà uscire “non con parole ma con fatti concreti”: con dei “successi sull'unione bancaria e sul lavoro” e “sul contrasto alla disoccupazione giovanile. E’ necessario, ha concluso, che “l’Europa cambi passo”.
Il vertice di oggi - con i ministri Giovannini e Saccomanni per l’Italia, Luis de Guindos e Maria fatima Banez Garcia per la Spagna, Michel Sapin e Pierre Moscovici per la Francia e Ursula Vin der Leyen e Wolfgang Schauble per la Germania - e il G8 della prossima settimana, ha spiegato Letta, si collocano lungo una stressa direttrice per arrivare per arrivare a mettere in campo risposte e misure concrete. Il premier italiano, secondo quanto si apprende da fonti governative ha ricordato che si va, “da qui a un anno, verso elezioni europee e che, se l'Europa non cambierà passo, si potrebbe avere il Parlamento più euroscettico della storia, risultato che sarebbe un disastro per tutti”.
Quindi, ha poi aggiunto lo stesso premier, dal vertice europeo di fine giugno bisognerà uscire “non con parole ma con fatti concreti”: con dei “successi sull'unione bancaria e sul lavoro” e “sul contrasto alla disoccupazione giovanile. E’ necessario, ha concluso, che “l’Europa cambi passo”.
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